Abitanti: 3.167 (197 nel borgo)
Altitudine: m. 43 s.l.m.
Zona climatica: E  (zone climatiche d’Italia)
Gradi giorno di energia: 2461

Sindaco di Polcenigo

Il nome deriva dal toponimo prediale romano Paucinius (territorio appartenente a Paucinio). Il suffisso in “igo” lascia intendere anche un’origine celtica.

Un borgo figlio di contadini, tagliapietre e cestai, con nove chiese, vari palazzi storici e il ricordo di un vecchio maniero che i conti del luogo trasformarono in palazzo veneziano del Settecento: ecco Polcenigo, che i suoi abitanti chiamano semplicemente al borc, “il borgo”, in friulano occidentale.
Bifore, trifore e mascheroni di pietra fanno capolino dalle dimore del centro, e forse qualcuno ricorda che a cavallo tra Sette e Ottocento, all’epoca delle filande, qui funzionava una rinomata fabbrica di calzette di seta. Intreccio di elementi naturali (acque, prati, monti) e umani (palazzi, chiese, mulini, vecchie case rurali), Polcenigo è attraversata e accarezzata dalle acque, siano esse i ruscelli in cui si lavavano i panni, i torrenti che scendono dalle montagne, le acque di risorgiva, le marcite da cui ricavare erbe in abbondanza, o il fiume Livenza che serpeggia tra prati e boschi.
La visita del borgo comincia dal castello, che sorge in cima a una collina da cui domina l’intera vallata. Come posto di avvistamento, tradizione vuole che sia stato assegnato nell’875 da Carlo il Calvo a un suo luogotenente. Come castello, per
quattro secoli resistette a guerre e invasioni; distrutto da un incendio, fu ricostruito tra il 1738 e il 1770 come villa veneta dall’architetto veneziano Matteo Lucchesi e fu connesso al borgo di sotto tramite una scalinata di 365 gradini in pietra.
La piazza è dominata da palazzo Fullini, una delle dimore signorili cinque-secentesche che impreziosiscono Polcenigo. Proseguendo lungo via Gorgazzo troviamo palazzo Scolari-Salice, una dimora gentilizia del XVI secolo ristrutturata nel rispetto dell’originaria tipologia.
Lungo la via Coltura troviamo una serie di palazzi del “borgo di sotto”, come palazzo Zaro che fu venduto dai conti di Polcenigo, insieme ad una parte del titolo, alla famiglia Manin per riscattare i fratelli Marzio e Gio Batta caduti prigionieri dei turchi. Il palazzo che ospita il teatro è databile al XVI secolo: era il teatro dei conti di Polcenigo.
Situata tra il borgo e il castello, la chiesa di San Giacomo in origine era la chiesa di uno dei primi conventi francescani del Friuli, già esistente nel 1262. Al suo interno convivono elementi di varie epoche, come il portale cinquecentesco, l’armonioso interno settecentesco, affreschi trecenteschi, una settecentesca Natività della Vergine del pittore veneto Egidio Dall’Oglio.
La chiesa di Ognissanti, fondata nel 1371, si presenta, dopo i recenti restauri, come un’aula rettangolare senza presbiterio distinto e con sacrestia dietro l’altare. Le forme attuali della chiesa di San Lorenzo, di fondazione duecentesca, risalgono in buona parte a lavori di restauro compiuti tra il 1890 e il 1908. Sulla sommità del colle, c’è la pieve dedicata a San Floriano,
con affreschi a più mani, forse da attribuire alla scuola di Vitale da Bologna o a Tommaso da Modena.

I piaceri del borgo

❤ Il prodotto del borgo è senza dubbio il cesto in vimini. La lavorazione del vimini era un’attività tipica degli abitanti del borgo.
❤ Il Palù di Livenza è un luogo magico: è qui che si svolge la rassegna internazionale di land art Humus Park, dove l’arte è perfettamente inserita nell’ambiente circostante.
❤ La “Rassegna dei Presepi“, nel periodo natalizio, è ambientata nelle finestre e negli angoli più pittoreschi del borgo.
❤ “Thést. Antica fiera dei cesti”, primo fine settimana di settembre: mostra dei prodotti tipici, spettacoli, concerti, apertura di giardini e cortili di palazzi storici, buon cibo ed esposizione di cesti (thést in dialetto) in vimini o in giunco prodotti dai cestai.

Cosa vedere

La chiesa di san Giacomo custodisce un organo settecentesco del veneziano Giacinto Pescetti, pregevoli altari marmorei e arredi lignei quali gli stalli settecenteschi.
L’oratorio di San Rocco: risale al XIV secolo e porta tracce di rimaneggiamenti secenteschi. Lo affianca una massiccia torre
campanaria.
Il Parco rurale di San Floriano, in località San Giovanni, si estende su una superficie di 40 ettari ed è l’unico esempio di parco naturale e rurale in Italia.
Nella zona umida tra i comuni di Caneva e Polcenigo, a valle del Livenza, si trova il sito palafitticolo del Palù di Livenza,
risalente al Paleolitico (4900 a.C. ca.) e inserito nel patrimonio Unesco dal 2011.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Piazza Plebiscito, 1 Polcenigo PN

Telefono:
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