Abitanti: 1.000 (40 nel borgo)
Altitudine: m. 300 s.l.m.
Zona climatica: E  (zone climatiche d’Italia)
Gradi giorno di energia: 2526

Sindaco di Montegridolfo

È verosimile che il toponimo sia derivato dal germanico Ridulfus che ha alterato il latino Reduvius, sterposo, aggettivo affermatosi in epoca alto-medievale. Fu, quindi, la famiglia ad assumere il nome del luogo, cioè Gridolfi, e non viceversa.

Montegridolfo: terra, uomini e cultura di confine. Quale estremo lembo della Romagna, è stato uno dei baluardi a guardia del crinale che separano il versante romagnolo da quello marchigiano. È stato storicamente conteso da Malatesta, Montefeltro, Borgia, Veneziani, chiesa. Mentre ha conservato orgogliosamente la parlata e i costumi della bassa Romagna, reca anche i segni della cultura fiorita nel vicino Montefeltro. Ha ospitato pitture del fanese Pompeo Morganti, del santarcangiolese Guido Cagnacci e di altri valenti artisti provenienti dalle scuole dei due versanti; ha cresciuto un Papa. È
parte di quella antica “piccola Roma”, o Romandìola, poi detta Romagna, che oggi è terra con una precisa identità, ricca di fermenti ideali fino ai confini del visionario.
A partire dalla torre d’ingresso, il castello malatestiano, che racchiude il borgo antico, si presenta con un appropriato restauro, dove ogni cosa è al posto giusto perché ci racconta com’era all’inizio e come si è venuto rimodellando nei secoli. Ciò contribuisce a creare l’impressione che non si sia persa del tutto la vita di tempi lontani che c’era dentro. L’impianto
urbanistico è ancora quello medievale: il terrapieno è circondato da forti mura fiancheggiate da torrioni, e dentro le mura vi sono strette stradine su cui si affacciano le casette, alcune abitate come residenza principale, altre utilizzate per le vacanze. Il microcosmo del borgo-castello appare oggi in tutta la sua suggestione sottraendoci dal presente: basta passeggiarvi all’interno e, nelle lunghe giornate estive, portarsi a levante e guardare giù verso il mare. Il palazzo del Municipio si trova
accanto alla torre portaia, mentre il palazzo Viviani, antica dimora signorile, è oggi un apprezzato albergo-ristorante.
Nella piazzetta, la cappellina Viviani e una “Madonnina nera”, collocata nella parete della casa a fianco, sono quanto resta della duecentesca chiesa di Sant’Agostino distrutta dagli eventi bellici del 1944. Ai piedi delle mura castellane sorge la chiesa di San Rocco, eretta nel 1427 e dotata di un bel portale a ogiva di ispirazione gotica.
Verso valle si incontra la chiesa di San Pietro, le cui origini sono anteriori all’anno Mille, ma che è stata ricostruita nel Secondo dopoguerra. Infine, nella frazione Trebbio, sorge il santuario della Beata Vergine delle Grazie, eretto dopo l’apparizione della Madonna nel 1548 e ristrutturato nel 1740; da allora è meta di pellegrinaggi dalla Romagna e dalle vicine Marche. Vi si ammira la tela, cara alla devozione popolare, che il pittore rinascimentale Pompeo Morganti dipinse all’indomani delle apparizioni, riassumendo col pennello in modo scrupoloso le deposizioni processuali del giovane e della contadina che ebbero la visione, nonché il paesaggio nei suoi dettagli, compreso il castello ben riconoscibile dalle mura e dalla torre.

I piaceri del borgo

❤ L’olio extravergine di oliva, che proviene dai numerosi oliveti disseminati sul territorio.
❤ I migliori piatti della tradizione romagnola: tagliatelle al ragù e ai funghi, strozzapreti pasticciati e al sugo, polenta al sugo; quindi agnello, coniglio, pollo e piccione cucinati al forno, salumi e formaggi.
❤ Il Trebbiano e il Sangiovese di Romagna sono i vini che ottimamente si sposano con i sapori della collina.
❤ Processione del Venerdì Santo: una Via Crucis in costume si snoda lungo le vie suggestive del castello.
❤ Festa dell’Olio Novello in tavola, seconda domenica di dicembre: un punto di riferimento per tutti gli appassionati dell’olio extravergine di qualità e per i produttori locali e del circondario.

Cosa vedere

La chiesa di San Rocco custodisce una splendida tela del Seicento di Guido Cagnacci, raffigurante la Madonna col Bambino adorata dai Santi Sebastiano, Rocco e Giacinto.
La chiesa di San Pietro conserva un affresco di anonimo del XV secolo, Cristo Crocifisso tra Maria e San Giovanni Evangelista con la Maddalena e angeli, dove sono rappresentati in secondo piano i castelli di Mondaino, Montefiore, Montegridolfo, Montelevecchie e Saludecio.
Passa per Montegridolfo la “Strada delle colline di Romagna”, istituita dalla Provincia di Rimini.
Museo della Linea dei Goti 1943-44: espone cimeli e armi della battaglia tra alleati e tedeschi sulla linea difensiva, detta
in origine Linea dei Goti e poi Linea Gotica.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Via Borgo, 5 Montegridolfo RN

Telefono:
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