Altitudine: m. 395 s.l.m.
Abitanti:  11.160 (480 nel borgo)

I manufatti degli artigiani in legno, ferro e in pietra, le ceste e i rosari. Un po’ tutta la valle d’Itria è una terra speciale sotto il profilo spirituale ed esoterico. Vi sono antichi insediamenti che testimoniano il passaggio, nel corso dei secoli, di santi e illuminati che vi hanno trascorso lunghi periodi di penitenza e preghiera; c’è l’origine misteriosa dei trulli, con quegli strani
simboli sulla cupola conica; c’è insomma un’aria particolare, una suggestione, che ha spinto, ad esempio, il centro di spiritualità indiana Bhole Baba a insediarsi qui. Le orme lasciate nel vento dai cacciatori paleolitici, dai messapi, dai romani, dai monaci basiliani, dagli eremiti, dai califfi, dai vescovi-baroni mai amati, hanno permesso di far nascere a Cisternino un
festival interreligioso dedicato ai suoni sacri del pianeta. Nelle campagne punteggiate di ulivi, la musica sacra dell’India shivaita, dei canti cristici o dei musulmani sufi si leva quasi a deridere i tronfi stemmi di famiglia ancora scolpiti nella pietra locale, per ricordarci, come l’havel havalìm del Cantico dei cantici, che tutto è vanità. Anche se, nelle vie del centro, i fornelli pronti delle rosticcerie ci invitano a godere con i sensi.
Suggestiva nel borgo è l’osmosi tra spazi interni ed esterni, tra case, vicoli e cortili, frutto di soluzioni architettoniche dettate da ragioni pratiche, da un senso della comunanza e del vicinato. Si tratta di un classico esempio di “architettura spontanea”, dove gli architetti seguono rapporti umani da tessere, tra le case imbiancate a calce e i vicoli stretti, tra i cortili ciechi e le scalette esterne, tra gli archi e i balconi fioriti: spazi dove ci si può “affacciare”, dove si crea aggregazione; spazi condivisi, insieme pubblici e privati. Bianco abbacinante dei muri e azzurro del cielo: la poesia del sud.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Via Principe Amedeo 72 Cisternino BR

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