Abitanti
: 11.160 (480 nel borgo)
Altitudine: m. 395 s.l.m.
Zona climatica: D  (zone climatiche d’Italia)
Gradi giorno di energia: 1590

Sindaco di Cisternino

L’abbagliante kasba della valle d’Itria.
Sturnoi, eroe eponimo, compagno di Diomede, dopo la guerra di Troia fondò questo centro, chiamato dai Romani Sturninum. Distrutto nel 216 a.C., tornò in vita nell’VIII sec. grazie ai monaci basiliani che edificarono la badia San Nicolò cis-Sturninum.

I manufatti degli artigiani in legno, ferro e in pietra, le ceste e i rosari. Un po’ tutta la valle d’Itria è una terra speciale sotto il profilo spirituale ed esoterico. Vi sono antichi insediamenti che testimoniano il passaggio, nel corso dei secoli, di santi e illuminati che vi hanno trascorso lunghi periodi di penitenza e preghiera; c’è l’origine misteriosa dei trulli, con quegli strani
simboli sulla cupola conica; c’è insomma un’aria particolare, una suggestione, che ha spinto, ad esempio, il centro di spiritualità indiana Bhole Baba a insediarsi qui. Le orme lasciate nel vento dai cacciatori paleolitici, dai messapi, dai romani, dai monaci basiliani, dagli eremiti, dai califfi, dai vescovi-baroni mai amati, hanno permesso di far nascere a Cisternino un
festival interreligioso dedicato ai suoni sacri del pianeta. Nelle campagne punteggiate di ulivi, la musica sacra dell’India shivaita, dei canti cristici o dei musulmani sufi si leva quasi a deridere i tronfi stemmi di famiglia ancora scolpiti nella pietra locale, per ricordarci, come l’havel havalìm del Cantico dei cantici, che tutto è vanità. Anche se, nelle vie del centro, i fornelli pronti delle rosticcerie ci invitano a godere con i sensi.
Suggestiva nel borgo è l’osmosi tra spazi interni ed esterni, tra case, vicoli e cortili, frutto di soluzioni architettoniche dettate da ragioni pratiche, da un senso della comunanza e del vicinato. Si tratta di un classico esempio di “architettura spontanea”, dove gli architetti seguono rapporti umani da tessere, tra le case imbiancate a calce e i vicoli stretti, tra i cortili ciechi e le scalette esterne, tra gli archi e i balconi fioriti: spazi dove ci si può “affacciare”, dove si crea aggregazione; spazi condivisi, insieme pubblici e privati. Bianco abbacinante dei muri e azzurro del cielo: la poesia del sud.
La torre normanno-sveva, recentemente restaurata, è alta 17 metri ed è stata eretta nell’XI secolo dai Normanni, poi ricostruita in larga parte sul finire del XIV e rimaneggiata più volte nelle epoche successive. Sulla sua sommità è posta una piccola statua di San Nicola benedicente. La chiesa di San Nicola, nota come chiesa Madre, è stata edificata nel XII secolo sulla precedente chiesa basiliana dell’VIII secolo, di cui oggi restano le fondazioni, e modificata nel corso del tempo. La volta a crociera del transetto e alcune decorazioni scultoree risalgono ai secoli XIII-XIV. Magnifiche le due sculture in pietra viva di Stefano da Putignano: il tabernacolo dedicato alla Madonna del Cardellino (1517) e un altro più piccolo con putti ed Ecce Homo. Al di sotto della contigua chiesetta del Purgatorio (XVII secolo), recentemente è stata riscoperta la primitiva chiesa, databile intorno all’anno Mille.

I piaceri del borgo

❤ I manufatti degli artigiani in legno e in pietra, le ceste e i rosari.
❤ Friselle, cacio-ricotta, olio extravergine di oliva, capocollo, sono speciali a Cisternino. Come, naturalmente, le orecchiette (al sugo con pecorino e formaggio ricotta, e nella variante con cime di rape e acciughe salate), il purè di fave e i tipici gnummareddi, involtini di interiora.
❤ A’ Pasquarèdde, il lunedì di Pasqua: tradizionale visita al santuario della Madonna d’Ibernia, cui si portano in dono dolci tipici, simbolo di fertilità e abbondanza.
❤ Santi Quirico e Giulitta, prima domenica d’agosto: la festa dei patroni si svolge con una processione tra le luminarie, con il suono della banda e i fuochi d’artificio.

Cosa vedere

Il palazzo Vescovile costruito nel 1560, con facciata in stile tardo-rinascimentale su cui si notano gli stemmi del vescovo-barone; il palazzo del Governatore (secolo XVI), dall’elegante prospetto a triplice balconata con elementi decorativi rinascimentali.
I palazzetti nobiliari delle famiglie Pepe e Cenci; la Chiesetta di Santa Lucia (secolo XVII).
Fuori le mura, la torre e il palazzo Amati, in via San Quirico; la chiesa di San Cataldo, completata nel 1783 in stile barocco; la chiesa di San Quirico, eretta tra Sei e Settecento.
Importante per il culto locale, la Chiesetta romanica della Madonna d’Ibernia, sorta intorno al 1100 nel periodo della formazione del casale di Cisternino, da cui dista 3 km.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Via Principe Amedeo 72 Cisternino BR

Telefono:
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