Abitanti: 5.500 (600 nel borgo)
Altitudine: m. 114 s.l.m.
Zona climatica: C  (zone climatiche d’Italia)
Gradi giorno di energia: 1040

Sindaco di Castelsardo

Ad ogni dominazione il borgo ha cambiato nome. Fondato nel 1102 dalla famiglia ligure dei Doria col nome di Castel Genovese, fu chiamato Castell’Aragonese nel 1448 dagli Spagnoli. Fu infine ribattezzato Castelsardo nel 1769 dai governanti sabaudi.

Attraversata la spessa cinta muraria ci si trova subito immersi in un’atmosfera senza tempo. Il silenzio è rotto solo dallo stridio dei gabbiani e dal fruscio del maestrale che s’insinua nei vicoli. Nel loro volteggiare radente, i gabbiani indicano la strada per il mare e per gli antichi vicoli, che dal castello dei Doria portano alla cattedrale e al ponte levatoio.
Scorci affascinanti si aprono all’improvviso per far apparire i riflessi, i colori e le trasparenze del mare che cambia sfumatura nel breve volgere di un’ora. Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dalla Corsica all’Asinara, oppure si posa sulle donne che sull’uscio di casa, con un’abilità tramandata nei secoli, si dedicano ad intrecciare cestini, chiacchierando nel loro musicale dialetto, che raccoglie le influenze linguistiche genovesi, aragonesi e corse.
La mescolanza delle culture ha prodotto, alla fine, un’armoniosa sintesi che costituisce la vera peculiarità di questo borgo, la sua anima. Non solo nella lingua, ma pure nella gastronomia, nelle tradizioni e nell’originale artigianato artistico si ritrova il frutto di questi incroci culturali mediterranei. Arroccato su un grande promontorio affacciato sul mare, Castelsardo con
il suo labirinto di stradine contorte e il castello dei Doria che lo domina, offre una visione di grande fascino. Infatti, da qualsiasi prospettiva lo si guardi, il promontorio regala vedute da cartolina, in particolare dal castello, che oggi ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo (MIM), il sito museale più visitato della Sardegna, sede di convegni ed eventi culturali.
Con i suoi innumerevoli scalini e il dedalo di viuzze su cui si affacciano le tipiche abitazioni sviluppate in verticale, gli slarghi in pietra e le piazzette, il centro storico conserva l’impianto risalente alla sua fondazione avvenuta nel 1102. Tra i  monumenti più importanti spiccano il municipio con la sua loggia, l’antico convento oggi sede del MOG (Museo delle Origini Genovesi), collegato al castello dal percorso di sentinella, e ancora il palazzo Eleonora d’Arborea, la chiesa di Santa Maria e
la cattedrale di Sant’Antonio Abate, con il suo campanile dalla cupola rivestita in maioliche colorate.
La cattedrale, consacrata nel 1503, conserva al suo interno e nelle cripte i capolavori di uno dei più grandi e misteriosi pittori prerinascimentali, chiamato il “Maestro di Castelsardo”. Si ammira, in particolare, un retablo, anteriore al 1492, composto di quattro elementi di polittico dipinti combinando tempera e olio su tavola con fondo d’oro. Interessanti anche i parchi urbani di lu Grannaddu e Manganella, posti sotto e sopra la cinta muraria.
Castelsardo negli ultimi anni è diventato uno dei centri turistici più dinamici della Sardegna.

I piaceri del borgo

❤ Sedute sulle scalette dei vicoli dell’antico borgo, le donne intrecciano cestini di palma nana, secondo una tradizione tramandata di madre in figlia che risale al XIV secolo. I pescatori più anziani costruiscono con il giunco le nasse, una sorta di
cestini conici utilizzati per la pesca dell’aragosta.
❤ Piatti tipici sono gli spaghetti con i ricci o con l’aragosta.
❤ I riti della Settimana Santa sono l’evento più emozionante di Castelsardo. Il lunedì precedente la Pasqua si svolge la manifestazione chiamata Lunissanti, una sacra rappresentazione della passione e morte di Cristo che si ripete identica
da mezzo millennio.
❤ Altri eventi: il Capodanno, la Pasquetta, la “Notte Romantica”, la “Notte dei Fuochi” a ferragosto, il “World Music Festival”, il Festival letterario “Un’isola in rete”.

Cosa vedere

La chiesa di Santa Maria custodisce il crocefisso ligneo del Cristo Nero, il più antico della Sardegna, realizzato dai benedettini nel Trecento.
La Roccia dell’Elefante, così chiamata per l’aspetto che nel tempo le hanno dato gli agenti atmosferici, all’interno ospita una Domus de Janas dell’età del Rame. Di fronte, si trova, ancora ben conservato, il nuraghe Paddaggiu.
Il nuraghe Ispighia, situato nell’omonima località, sopra la vallata del fiume Frigianu.
Cala Austina, antico approdo romano, è una bella baia riparata dai venti.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Via Vittorio Emanuele 2 07031 - Castelsardo (SS)

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