Abitanti: 11.290 (160 nel borgo)
Altitudine: m. 48 – 178 s.l.m.
Zona climatica: E  (zone climatiche d’Italia)
Gradi giorno di energia: 2440

Sindaco di Borghetto – Fraz. di Valeggio sul Mincio

Borghetto, toponimo di origine longobarda che significa “insediamento fortificato”, è il nome del primo abitato sorto nei pressi del punto di guado del fiume Mincio. Valeggio significa “luogo pianeggiante”.

Valeggio per lingua, tradizioni e memorie storiche appartiene alla cultura lombardo-veneta e l’esser sorto, assieme a Borghetto, nei pressi di un antico guado, un incrocio fra la via d’acqua e quella di terra, ha determinato la sua posizione millenaria di zona di confine e di passaggio, dove il viaggiatore, il pellegrino e il mercante potevano sempre trovare (guerre e carestie permettendo) un buon piatto, un buon bicchiere di vino e un buon letto. In Borghetto è documentata una thaberna, sorta di osteria-locanda, già intorno al 1300. E Valeggio, paese-ponte tra due regioni (gli abitanti hanno assorbito entrambe le culture, la lombarda e la veneta), per adeguarsi al crescente traffico commerciale ha sviluppato fin dal ‘700 una rete di “locande con stallo” che si traduce, ancora oggi, in un numero elevatissimo di ristoranti (40) rispetto alle dimensioni del paese. Un luogo, insomma, consegnato al passaggio, al ristoro e alla scorrevolezza dell’acqua, vegliato dalle divinità fluviali che gli hanno dato l’impronta.
La storia di Borghetto è quella di un punto di passaggio importante e di una zona di confine contesa da opposti eserciti. Il guado del Mincio era il più comodo e sicuro a sud del lago di Garda, e il fiume una barriera naturale, nei secoli, tra le terre del mantovano e quelle del veronese, in una zona di frontiera presa di mira da signorie ed eserciti che qui avevano i loro appetiti: i Gonzaga, gli Scaligeri, i Visconti, la Serenissima di Venezia, l’Austria, la Francia. Hanno plasmato questi luoghi anche le battaglie napoleoniche e, soprattutto, quelle risorgimentali: eppure, il verde serpente del Mincio che qui si snoda per le campagne, rivela un’Arcadia insospettabile, suscita rêveries senza fine.
Il paesaggio è immobile, perenne, senza tempo e ci riporta al nostro bisogno di sorgenti, alle nostre fonti, come in ogni mito fluviale in cui acqua e sogni si confondono. Passeggiare a Borghetto di sera per vedere un tramonto sul Mincio, o quando la nebbia confonde i contorni delle case facendo affiorare solo i merli ghibellini, è come naufragare in un medioevo immaginario.
Borghetto è solo questo pugno di case, un antico villaggio di mulini in completa simbiosi con il suo fiume. Un idillio fluviale, con i tre antichi mulini che sembrano nascere dall’acqua. Il ponte Visconteo, straordinaria diga fortificata, costruita nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti, è stato definito un “check-point d’antico regime”. Lungo 650 metri e largo 25, ultimato nel 1395, era raccordato al sovrastante castello Scaligero da due alte cortine merlate e integrato in un complesso fortificato che si estendeva per circa 16 km. Il castello Scaligero (sec. X-XIV) dalla sommità della collina continua a dominare con le sue torri la valle del Mincio. Era dotato di tre ponti levatoi di cui solo uno si è conservato.

I piaceri del borgo

❤ Speciali al burro fuso e salvia, ma ottimi anche in brodo, i celebri tortellini di Valeggio (rigorosamente fatti a mano) spadroneggiano tra i primi. Qui il tortellino è chiamato “nodo d’amore”, perché ricorderebbe il nodo di un fazzoletto di seta intrecciato da due amanti prima di gettarsi nel Mincio.
❤ La “Festa del Nodo d’Amore” è il clou delle manifestazioni locali. Il terzo martedì di giugno, sul Ponte Visconteo, si radunano in una tavolata infinita circa 4 mila commensali, per un happening enogastronomico tra sfilate in costumi medievali, sbandieratori e fuochi d’artificio.
”Marcia Napoleonica”, 25-27 aprile: 48 km da Peschiera a Mantova, nelle terre che furono teatro delle battaglie napoleoniche.

Cosa vedere

Della parte più antica del castello Scaligero resta la torre Tonda, singolare costruzione risalente al XII secolo, mentre il resto del complesso è databile al XIV.
La chiesa di San Marco Evangelista è la ricostruzione in stile neoclassico (1759) dell’antica pieve romanica dedicata a Santa Maria (sec. XI), di cui restano due pregevoli affreschi quattrocenteschi.
La cosa più bella che Borghetto offre ai suoi visitatori è un paesaggio naturale di grande suggestione: le acque del fiume
indugiano silenziose tra anse e canneti, dove nidificano numerose specie di uccelli, tra cui i cigni.
Il Parco Giardino Sigurtà si estende per circa 50 ettari sul retro di Villa Maffei ed è visitabile a piedi o in bicicletta.

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Piazza Carlo Alberto, 32 Borghetto VR

Telefono:
Email:

-

Web: